|
Al calendario non si comanda. Parafrasiamo un detto popolare per spiegare che poteva esser messa in preventivo l'interruzione della striscia vincente dell'All Fin Cfl, chiamata a duellare in successione con le prime tre della classifica. Nella sfida con il Carpi i liberi sono stati i più cercati dalle battute: 38 ricezioni per Benato (66%, 45% la perfetta), 42 per Paris (86%, 52% la perfetta).
Mauro Masacci è sereno: "Quando si giocano questi tipi di partite, bisogna avere la tranquillità di dire che abbiamo lavorato bene, che siamo presenti e che riusciamo a stare in campo contro le prime con grandi possibilità di fare bene. Poi a volte ci riusciamo altre meno. Sono contento dell'atteggiamento, non della resa tecnica. Abbiamo fatto fatica a mettere giù la palla, ma in questo c'è del merito del Carpi, che ha murato e difeso molto bene. La ricezione tutto sommato non è andata male, anche perché loro battono molto bene. Occorre abituarsi a match dove, pur difendendendo anche noi, non sempre riusciamo ad andare a segno e dobbiamo gestire meglio i colpi in attacco. Il muro andava spesso fuori tempo, ma - osserva l'allenatore - la loro alzatrice Giogoli è stata una delle migliori in campo e, ricevendo il Carpi bene e disponendo di attaccanti forti, le cose si sono complicate per il nostro muro, è normale". Sul finale del quarto set il segnapunti e il secondo arbitro hanno pasticciato sulla formazione carpigiana, poi sistemata, e il muro out su Lombardo le ha sfiorato il piede oltre la riga: c'è stata un po' di confusione. Ha influito? "Era una fase importante del set, però bisogna avere l'onestà di dire che in precedenza siamo stati avanti nettamente (10-1, ndr) non riuscendo a mantenere il vantaggio e che sul finale il Carpi era comunque sopra di 3 punti. Nella rimonta, secondo me - aggiunge il coach - sono stati maggiori i meriti avversari rispetto ai nostri demeriti". Il mister è soddisfatto di un aspetto: "Ho diverse giocatrici che possono entrare in campo per dare un contributo. Stavolta grande è stato quello di Brusegan. Dobbiamo essere contenti della nostra squadra e dei rapporti fra le atlete".
|